Analisi sui possibili contenuti delle attività che siano definibili quali “ricerca di base” e che esulano quindi dalla ricerca applicata industriale e/o dallo sviluppo precompetitivo
2008/12/16Mancando nel nostro sistema di diritto positivo qualsivoglia riferimento diretto a tale distinzione (sia normativo, che di prassi) o quantomeno una elencazione delle attività che rientrino ora nell'una ora nell'altra tipologia di attività di ricerca, appare quantomai importante analizzare in modo approfondito quali attività aziendali possono essere ricomprese nel concetto di "ricerca di base".
L'assenza di tale puntuale distinzione normativa trova la sua ragione primaria nella comune opinione, predominante nel passato, della non necessarietà ai fini propriamente aziendali in quanto, secondo una tradizionale e consolidata "divisione del lavoro", è soltanto agli istituti pubblici di ricerca che spetta la cosiddetta "ricerca di base", mentre la "ricerca applicata" viene svolta nell'industria e nelle imprese.
Nella più recente evoluzione sociale, tuttavia, questa visione (che prende il nome di "modello lineare") risulta oggi di fatto decisamente superata in quanto la distinzione dei ruoli si è fatta assai meno netta poiché sono decisamente aumentate le collaborazioni dirette tra impresa ed enti pubblici di ricerca.
Il documento allegato fornisce una attenta analisi di queste tematiche arrivando a definire quali attività sono da considerarsi ricerca di base e quali ricerca applicata.