Tremonti-campionari: dal 1° dicembre potranno partire le domande

2010/11/05

A partire dal 1° di dicembre e fino al 20 gennaio 2011, tutte le imprese del settore tessile che hanno sostenuto costi di ricerca industriale e di sviluppo pre-competitivo per la realizzazione di campionari potranno inoltrare la domanda di agevolazione all'Agenzia delle Entrate. 

Questa volta non si tratta di un click-day: qualora le richieste dovessero superare lo stanziamento previsto dalla legge, il bonus - che non può superare i 500mila euro a contribuente - sarà ripartito pro-quota, indipendentemente dalla data di spedizione della domanda. 

Rispetto alle indicazioni diffuse con il limite previsto dalla circolare 22/E del 29 aprile scorso, sono state fatte alcune variazioni apportate con la legge di conversione del decreto 40:
- l'agevolazione, che originariamente era sottoposta a regime di "de minimis", ora è fruibile secondo il limite previsto dal Dpcm 3 giugno 2009, pari a 500 mila euro in termini di effettivo risparmio d'imposta.
- per quanto riguarda l'esclusione delle aziende in crisi, viene stabilita la data discriminante: solo le società che versano in condizioni di crisi da data successiva al 30 giugno 2008, possono beneficiare della tassazione. 

In sintesi, i requisiti per beneficiare del bonus sono i seguenti:
l'impresa deve svolgere le attività del settore abbigliamento tessile, comprese nelle voci 13, 14 o15 della tabella ateco 2007, oppure produrre bottini (codice ateco 32.99.20). L'agevolazione riguarda i costi delle attività di ricerca, nello specifico quelle rivolte alla creazione di campionari fatti nella Ue.   

Per il calcolo della somma detassabile è necessario individuare gli elementi di spesa sostenuti che devono essere documentati attraverso delle schede riassuntive dei diversi centri contabili dalle quali si ricavi la correlazione alle attività agevolate. Inoltre per gli importi più significativi, è consigliabile preparare una relazione che spieghi processo e criteri per la quantificazione degli importi.


Fonte:
Il Sole 24 Ore