Slitta la riforma degli incentivi

2010/05/13

Le improvvise dimissioni di Scajola, l'interim a Berlusconi e la nomina di un successore fanno rallentare l'iter di approvazione del Decreto incentivi, che secondo la programmazione, dovrebbe concludersi entro il 15 agosto. Il Governo ha quindi tempi strettissimi per completare l'iter e se dovesse esserci il rischio di sforare, si dovrà approvare una norma contenente la proroga dei termini.

Nella discussione del testo normativo ci sono state alcune divergenze fra i due dipartimenti cardine del Ministero dello Sviluppo Economico che hanno portato all'allontanamento dall'idea centrale della riforma che consisteva nella creazione di un unico Fondo per gli incentivi in cui far confluire tutte le risorse attualmente gestite dal Ministero dello Sviluppo. Si impiegherebbero quindi i metodi già esistenti e la riforma avrebbe minore impatto, ma è in ogni caso confermato l'obiettivo di abrogare una lunga serie di norme sulle agevolazioni a partire dal 1° gennaio 2011.

La riforma riorganizzerà cinque diversi regimi di aiuto:
- aiuti di stato a finalità regionale autorizzati dall'Ue,
- aiuti alle attività di ricerca e innovazione,
- aiuti agli investimenti delle PMI,
- aiuti per il salvataggio di imprese in difficoltà,
- garanzie di partecipazione al capitale di rischio.

Le procedure previste sono quella automatica per i crediti d'imposta e per i piccoli investimenti, quella valutativa che sarà utilizzata per i bandi di gara e quella negoziale utilizzata per i grandi investimenti che saranno gestiti attraverso sei diversi tipi di contratto.
Altro obiettivo della riforma è quello di fissare tempi serrati per la conclusione dell'iter e per l'erogazione dei fondi, privilegiando le procedure informatiche e offrendo sistemi semplificati per le PMI.


Fonte:
Il Sole 24 Ore